IL VIAGGIO DI PARVATHY di Giorgia Salicandro

Il viaggio di Parvathy
di Giorgia Salicandro

Immaginiamo il punto 0 di un viaggio come un piccolo cerchio segnato sulla planimetria di una casa, o più grande, sulla mappa di un paese, di una città, o di altra terra immobile.
Il punto 0 di Parvathy Baul, invece, deve essere più simile a una “U” o a un tratto di serpentina. Perché il suo viaggio, diversamente da altri, non comincia da fermo, ma in movimento. Sul vagone di un treno in corsa verso l’Università di Santiniketan. E non è neanche esattamente Parvathy a segnare questo cerchio che non è un cerchio, ma un’altra ragazza che si chiama Mousumi Parial. Questo è il nome di Parvathy a quel tempo, la figlia di un ingegnere con la passione per la musica classica, studentessa di Arti visive a Santiniketan.
Che cosa può accadere alla vita di una ragazza che corre verso la sua routine, e sul vagone di un treno è certa di scorgere un segno del suo destino? Su quel treno percorreva il suo pellegrinaggio nel mondo un vecchio Baul, un “cantore divino” dell’antica tradizione devozionale che si nutre di Induismo, Buddhismo e Sufismo.
Il resto, è storia. È la storia che ci ha raccontato Parvathy. Quella di cui troviamo traccia su articoli di giornale scritti in molte lingue, in un documentario. Parvathy Baul. La donna che vive in due mondi, in Oriente, come guru, maestra, consigliera e “sacerdotessa” del culto attraverso i suoi passi, in Occidente come danzatrice, musicista e cantante, i palchi del mondo come asili del suo pellegrinaggio, il teatro come lingua franca per condividere la sua storia, insegnarla, insegnare ad amarla.
In questi giorni abbiamo ascoltato il timbro aureo del suo canto, abbiamo tentato di seguirne le melodie e i passi, abbiamo visto l’oro povero dei suoi vestiti ruotare come un vortice di sole, e raggi, come un’allucinazione, allungarsi dai capelli intrecciati. Eppure, come fosse rannicchiata nelle orme della sua danza circolare, non posso fare a meno di immaginare quella ragazza lungo la strada per l’Università, la domanda aperta da cui tutto ebbe inizio, il primo passo, quel giorno, scesa dal treno.

ph. Karina Kiczek